mercoledì, 26 luglio, 2017
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    Plus500 tasse: come districarsi

    Il broker per il trading online Plus500 – clicca quì per il sito ufficiale del broker – è uno dei migliori mai visti nel suo campo, sia per operare sul mercato forex sia per fare affari con tutti gli altri tipi di CFD in generale come: azioni, commodities o indici. Operare con Plus500 può veramente riuscire a sorprendere se si guarda ai profitti che si riesce ad incassare. Facendo trading con questo broker si può veramente riuscire a portare a casa anche in un solo giorno quello che un impiegato riesce a guadagnare in un mese, i professionisti poi raggiungono cifre che non sono nemmeno immaginabili dai comuni mortali.

    Il problema è che nessuno, ma proprio nessuno può sperare che tutti i soldi che vengono “sudati” con l’attività quotidiana di trading finiscano nelle proprie tasche per il semplice fatto che bisogna pensare anche all’aspetto contributivo della faccenda del trading! Dovunque vengano guadagnati soldi, lo stato è li che ti chiede la sua parte, una fetta del guadagno e per quanto sia spiacevole cederla purtroppo siamo tutti obbligati a farlo.

    Se anche tu, come siamo certi, finirai per apprezzare molto con Plus500, come accade a moltissimi traders ogni giorno, allora devi farti trovare pronto a pagare le tasse ed è meglio se in quel momento dai già quello che devi fare per versare la tua parte. Ti presentiamo di seguito come funziona la tassazione del trading con particolare riguardo poi a come pagare le tasse con Plus500.

    Plus500 tasse: come pagarle?

    plus500 tasseIn realtà pagare le tasse in una attività di trading online è molto meno doloroso che altrove ed ora vediamo un attimo perchè. Ad esempio a differenza di altri settori dove lo stato arriva a voler riscuotere cifre vicine al 70% di quello che il malcapitato di turno ha guadagnato, il trading online non contempla una pressione fiscale eccessiva che risulta alla fine addirittura conveniente rispetto alle altre attività. Nel trading inoltre non vi sono tasse conosciute o imposte fisse da pagare se non quelle sui profitti, quindi c’è da preoccuparsi soltanto se si guadagna veramente. Inoltre fare trading dal punto di vista contributivo è vantaggioso perchè non vi sono oneri particolarmente gravosi come l’apertura della partita IVA, un salasso di 3000€ l’anno e più!

    Tutti questi aspetti rendono davvero molto conveniente il trading online in generale, quindi anche quello con Plus500 che gode di tutti i benefici che sopra abbiamo messo in evidenza, ma ora cerchiamo di capire più da vicino come funziona la tassazione del trading e quali altri sorprese ti può riservare.

    Plus500 tasse: si paga solo sui profitti

    Abbiamo detto che nel trading bisogna pagare una certa cifra soltanto se il trader è davvero stato in grado di ottenere utili sulla sua attività, ciò significa in sostanza che si è ottenuta una “plusvalenza” dalla propria operatività di investimento. Se ad esempio nell’anno solare fai un versamento sul tuo conto di 200€ e riesci a portare il totale sul tuo conto a 1200€ ecco che hai realizzato una plusvalenza di 1000€, ovvero hai ottenuto un vero guadagno facendo trading, sul quale poi vengono calcolate le imposte da pagare.

    Nel malaugurato caso in cui invece di fare profitti si registrano soltanto perdite non si deve pagare assolutamente nulla, ma è bene tenere conto anche delle “minusvalenze” perchè esse possono essere sottratte dai profitti che rientreranno nella dichiarazione dei redditi per pagare meno tasse di anno i anno.

    Per entrare più nello specifico parliamo del caso del trading tradizionale, tipologia di investimenti che a volte ti porta ad avere posizioni sul mercato che possono restare aperte anche per lunghissimi periodi, a volte addirittura anni, ma facciamo un esempio pratico per capire meglio quali posizioni bisogna conteggiare per pagare le tasse. Per pagare le tasse correttamente vanno conteggiate nella dichiarazione dei redditi soltanto le operazioni che sono state chiuse nell’arco dell’anno ovvero se viene aperta una posizione il 10 marzo e viene chiusa il 15 ottobre dello stesso anno va conteggiata, ma se si apre una posizione il 20 dicembre ed essa viene chiusa il 25 di febbraio dell’anno successivo essa non deve essere messa in conto per la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente! Questo è un aspetto a cui prestare particolarmente attenzione perchè permette di fare chiarezza.


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    Plus500 tasse: come pagare?

    Se in passato la tassazione su una attività come il trading era veramente infima, infatti si attestava su una cifra bassissima del 12,5%, oggi purtroppo le cose non stanno più così e l’aliquota è aumentata fino al 26%, in base alla normativa che è tutt’oggi in vigore. L’aliquota per il pagamento delle tasse sul trading è fissa e non esistono scaglioni come per il pagamento di altre tasse.

    Per procedere effettivamente al pagamento bisogna inserire i dati personalmente all’interno della dichiarazione dei redditi, ciò accade in quanto Plus500 non è sostituto d’imposta, ciò significa che non provvede lui direttamente al pagamento delle tasse sottraendo una parte dei profitti dalle operazioni di trading concluse con successo. Il broker all’inizio di ogni nuovo anno ti invia una carta che riporta tutte le operazioni che hai effettuato durante l’anno precedente ovvero quelle che sono state chiuse, come dicevamo in precedenza.

    Nel caso in cui tu abbia registrato una plusvalenza devi procedere al pagamento delle tasse nella dichiarazione dei redditi. Per farlo devi compilare le apposite sezioni presenti nel modello unico oppure il classico 730, se non ti senti esperto puoi sempre chiedere aiuto a chi è più indicato in queste situazioni come il commercialista anche se non è particolarmente esperto per quanto riguarda il trading.

    8 Comments

    1. 1

      piccinni giuseppe

      se ho ben capito all inizio dell’ anno successivo il broker mi invia una certificazione ufficiale da cui i evince il consuntivo profitto/perdite.
      se vi e’ perdite vanno in detrazione l’ anno succssivo?

      Reply
      1. 1.1

        admin

        Salve, si esattamente. le confermiamo.

        Reply
    2. 2

      Luca

      Sono stato a fare la dichiarazione dei redditi e mi dicono niente 730. Solo il modello Unico contempla l’apposito campo X registrare questa partita. Giusto?

      Reply
      1. 2.1

        admin

        Ciao Luca, si riferiscono forse al campo ” dichiarazione redditi diversi ” ? Potrebbe in effetti andare anche questo se gli importi non sono alti. Tienici aggiornati .

        Reply
    3. 3

      Cosimo

      Salve,
      ma le rendite finanziarie derivanti da contratti derivati posseduti all’estero (…e plus500 ha sede fuori dall’italia) non sono assoggettate solo all’Ivafe, che dal 2014 dovrebbe essere pari allo 0,2% delle plusvalenze?

      Grazie

      Reply
      1. 3.1

        admin

        Ciao Cosimo, si tratta di società che hanno si sede all’estero ma possono operare online in tutta europa offrendo servizi di trading, tra cui l’italia per l’appunto e, il cliente, effettuando le operazioni in italia le eventuali plusvalenze vengono tassate come scritto nella guida.

        A presto !

        Reply
    4. 4

      Luca

      Buongiorno, se nell’arco dell’anno si hanno delle minusvalenze alla denuncia dei redditi verranno restituiti sul capital gain?

      Reply
      1. 4.1

        admin

        Salve Luca, ovviamente deve andare a compensazione. Comunque sia per tutti i dettagli tecnici riguardo questa specifica questione, la invitiamo a richiedere informazioni ufficiali presso un commercialista professionista.

        Reply

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