Broker forex sostituto d’imposta

Come scegliere un buon broker forex sostituto di imposta? Come far amministrare direttamente alla piattaforma i nostri adempimenti fiscali? È davvero questa la scelta preferibile per chi opera nel Forex? Oppure c’è di meglio e conviene indirizzarsi verso broker che continuano ad operare con regime dichiarativo?

Nella guida di oggi parliamo di uno degli aspetti più spinosi della vita dell’investitore e del mercato del Forex, ovvero gli adempimenti fiscali: come muoversi? C’è davvero la necessità di lasciare in mano alla piattaforma broker che avremo scelto questi adempimenti? Conviene?

Vediamolo insieme con la guida che hanno preparato per te i nostri specialisti, individuando non solo l’eventuale presenza sul mercato di broker forex più seri ed affidabili e che possano offrirti questa opportunità.

Sostituto di imposta: che vuol dire?

Gli investimenti nel Forex, così come gli investimenti che possiamo effettuare tramite le medesime piattaforme su asset diversi per genere, sono ovviamente sottoposti a tassazione nel caso di guadagno conseguito. In Italia, almeno per il momento, ti troverai a grandi linee a pagare il 26% sul netto del guadagno conseguito durante l’anno fiscale, e il 12,5% sulle obbligazioni statali emesse da autorità che non sono in black list in Italia.

Con un sostituto di imposta eviterai di calcolare le tasse, anche se avrai degli enormi svantaggi

A prescindere dal fatto che sia tu (o ovviamente il tuo commercialista) ad effettuare il calcolo o lo faccia il broker al posto tuo, ti troverai a pagare le medesime commissioni su questo specifico tipo di trading, e più in generale su ogni tipo di investimento tu dovessi effettuare.

Quando parliamo di broker sostituto di imposta, ci riferiamo dunque ad un broker che si occupa di questa vicenda al posto tuo: si occuperà lui di trattenere somme quando chiudi una posizione in guadagno e di versarle al fisco, scalando poi invece quanto perdi dai trade che chiudi senza profitto.

Messa così, scegliere un broker sostituto di imposta può sembrare la scelta giusta: ci toglieremo dal groppone un’incombenza che a noi italiani fa venire semplicemente i brividi, e potremo occuparci esclusivamente di quelle che sono le operazioni di trading.

Ma le cose, come avremo modo di vedere nel corso della guida che abbiamo preparato per te, non stanno esattamente così: è vero che scegliendo un broker che si offre come sostituto di imposta ci toglieremo degli obblighi a carico nostro, ma è altrettanto vero che con il regime dichiarativo, quello secondo il quale saremo noi a dover adempiere a tali calcoli e a tali pagamenti, opereremo avendo maggiore contezza di quello che sta accadendo ai nostri soldi.

Che cos’è il regime dichiarativo nel Forex?

Quando parliamo di regime dichiarativo ci riferiamo all’opposto di quello di cui abbiamo appena parlato per quanto riguarda il regime amministrato con sostituto di imposta. In questo caso infatti il broker Forex non si interesserà affatto dei nostri adempimenti fiscali e saremo noi a dovercene occupare, possibilmente con un bravo professionista, un commercialista che sia in grado di calcolare con attenzione quanto dobbiamo effettivamente versare all’Erario.

Come abbiamo detto poco sopra, potrebbe sembrare che ci siano soltanto vantaggi nello scegliere un broker che agisca come sostituto di imposta, ma le cose non stanno ovviamente così, perché dietro un servizio apparentemente gratuito, si nascondono invece costi e problematiche che non tutti vogliono raccontarti, soprattutto tra coloro i quali hanno tutto l’interesse ad indirizzarti verso broker che offrono questo tipo di servizio. Vediamo insieme quali sono le problematiche più comuni che riguardano appunto i broker che offrono di operare con sostituto di imposta.

Perché non ha alcuna convenienza operare con broker che hanno sostituto di imposta

Ci sono in realtà diverse problematiche che chi vuole diventare un bravo trader dovrebbe tenere in debita considerazione prima di andare a scegliere un broker che opera come sostituto di imposta. Le vedremo una ad una, avendo come unico interesse quello di fornirti una guida il più possibile completa sulla questione.

1. I broker con sostituto di imposta offrono commissioni molto più alte

Broker sostituto imposta euro

Con un broker sostituto di imposta non potrai operare su molte coppie

Nessuno offre niente in cambio di niente, passateci il gioco di parole, e questo vuol dire che il servizio di sostituzione di imposta, che è comodo per noi e oneroso per il broker, ci viene fatto pagare per vie traverse. Tutti i (pochi) broker che ti offrono questo tipo di servizio, lo fanno in realtà per vendertelo.

Ti troverai ad utilizzare piattaforme che hanno costi molto più elevati e che soprattutto ti faranno pagare questa comodità con commissioni più alte, spread più distanti tra acquisto e vendita e in mille altri modi.

Spenderesti, con il regime dichiarativo, poche decine di euro per una dichiarazione fatta da un commercialista, mentre ti troveresti a spendere molto di più, anche nel caso in cui fossi tra quelli che fanno pochi trade l’anno, affidandoti ad una di queste piattaforme.

2. I broker forex con sostituto di imposta possono farti operare solo in Euro

È una circostanza che per chi opera nel Forex è assolutamente inaccettabile. Siamo davanti infatti al seguente problema: se vuoi operare come sostituto di imposta, dovrai avere esclusivamente un conto in euro, il che vuol dire che ad ogni operazione fatta su coppie che non vedono l’euro come protagonista, dovrai pagare delle sostanziose commissioni di cambio.

Se dovessimo tenere conto del fatto che, per fare l’esempio più eclatante, il grosso degli scambi avviene in dollari, diventerebbe estremamente facile calcolare quanto andremo a spendere in più rispetto ad una piattaforma che invece ci permette di andare ad operare con conti non solo in Euro, ma anche in dollari americani, in franchi svizzeri e in yen.

Si tratta di un problema di dimensioni consistenti, che purtroppo renderebbe particolarmente difficile operare sul mercato del Forex, soprattutto se tra le nostre strategie c’è quella di andare ad operare sul breve periodo, incassando tanti piccoli profitti ripetutamente.

3. I broker di questo tipo offrono piattaforme ormai inadeguate

Sono pochissimi i broker che hanno puntato sul servizio di sostituzione di imposta, e lo hanno fatto perché, in assenza dello stesso, non avrebbero alcun tipo di competitività. Sono infatti broker che offrono piattaforme ormai vecchie, che non possono metterti a disposizione tutti gli strumenti di ultima generazione che ti fanno operare con profitto e con successo sui mercati del Forex, ma anche sugli altri mercati.

Il paragone è semplicemente impietoso: le migliori piattaforme con sistema dichiarativo ti offrono infatti:

  • Accesso a qualunque tipo di coppia presente sul Forex, da quelle più comunemente scambiate, a quelle invece che rientrano in genere a far parte soltanto delle strategie più complesse;
  • Leva finanziaria fino a 1:300, una leva che ti permette di andare ad operare con capitale a disposizione che è 300 volte superiore a quello che hai effettivamente versato;
  • Accesso a piattaforme professionali come i migliori WebTrader, e come MetaTrader 4 e 5, contro piattaforme per l’investimento offerte da chi fa anche da sostituto di imposta che sono in genere proprietarie, scarsamente documentate e soprattutto con molti meno strumenti a disposizione di quelle che abbiamo appena citato;
  • Commissioni molto più alte, che rendono praticamente impossibile portare a casa profitti sul breve e sul medio periodo, e comunque molto difficile sul lungo periodo;

Se ha anche altri investimenti: potresti risparmiare qualcosa a livello di tasse

La cosa poi interessante se sei uno di quegli investitori che operano non solo sul Forex, ma anche con altri tipi di asset e di investimenti (magari hai dei conti deposito, dei libretti, delle obbligazioni o altro strumento finanziario) è che puoi scalare eventuali perdite del Forex dai guadagni che hai conseguito con altri strumenti, e viceversa: questo vuol dire che le perdite del Forex non saranno tutte “a fondo perduto”, ma ti aiuteranno ad abbassare la base imponibile per quanto riguarda le tasse che dovrai pagare l’anno successivo.

Con il sistema con sostituto di imposta, le minusvalenze potrai scalarle soltanto l’anno successivo, avanzando dunque un credito annuale nei confronti dell’erario, che vuol dire, ed è così che dovrebbe ragionare un vero investitore, che presterai senza guadagnare alcun interesse del denaro al Fisco. Perché dovresti farlo?

Con il regime dichiarativo eviti la doppia tassazione dei dividendi esteri

Se utilizzi il broker anche per acquistare azioni o altri tipi di strumenti finanziari, con il regime dichiarativo ti eviti di pagare due volte le imposte sui dividendi. Si tratta di una follia, e noi siamo d’accordo su questo punto specifico, ma questa è la situazione attuale in Europa: potresti trovarti, scegliendo un broker con sostituto di imposta, a pagare due volte!

Dichiarando da solo, puoi scalare talvolta le commissioni

Quando acquisti sul mercato particolari titoli (ad esempio i futures, ma questo è valido anche per prodotti come il Forex operato tramite Leva Finanziaria) puoi scalare dalle imposte che dovrai andare a pagare, almeno nel caso in cui tu abbia scelto il regime dichiarativo, le commissioni che hai pagato sul trade.

Per chi fa trading online si tratta di un vantaggio decisamente importante, che può tradursi su base annua in diverse centinaia o migliaia di euro di risparmio. Qualcosa di cui tenere conto, perché ogni euro risparmiato è un euro, per noi trader, guadagnato.

Se hai più conti, il regime amministrato (con sostituto di imposta) è una follia

Compilare da soli il 730 è una iattura, ma è l’unico modo per pagare il giusto sui guadagni del Forex

Se dovessi utilizzare diversi conti trading per operare sui mercati, scegliere per te il regime amministrato, ovvero un broker che agisce come sostituto di imposta, sarebbe un’autentica follia. Questo perché non potresti sommare plusvalenze e minusvalenze di ogni conto trading, ma ti troveresti con ognuno dei broker che hai scelto a fare i conti per i fatti propri, senza che tu vada a pagare soltanto le imposte su quanto hai effettivamente guadagnato in borsa, sul Forex o su qualunque tipo di investimento.

Questo vuol dire che, per cedere alla tentazione di una comodità, ti troveresti ad avere una gestione fiscale pessima, poco efficiente, dove potresti avanzare al Fisco migliaia di euro da recuperare non si sa quando, senza che questi denari che hai impegnato a favore dello Stato di fruttino alcunché.

Come pagare le tasse per conto tuo se investi in Forex con un broker in regime dichiarativo

Il risparmio senza un broker sostituto di imposta può essere consistente

La dichiarazione dei redditi, soprattutto in Italia, è una questione relativamente complessa, e avrai con ogni probabilità necessità di rivolgerti ad un commercialista per adempiere a questo tipo di obblighi.

Con il commercialista potrai avere, carte alla mano su quanto hai investito, una gestione davvero efficiente delle imposte che dovrai pagare per i tuoi investimenti sul Forex e sugli altri mercati.

Facendo così non solo avrai una gestione più efficiente, ma potrai scegliere davvero tra i migliori broker Forex, senza accontentarti di quei 2 o 3 che offrono, sul mercato italiano, la possibilità di avere sostituto di imposta. Potrai scegliere tra broker che ti offrono un profilo completo per l’investimento professionale, con una piattaforma adeguata, con una buona scelta di asset oltre a quelli del Forex, con una piattaforma professionale e semplice al tempo stesso, una adeguata leva finanziaria e tutti quegli strumenti che sono necessari per avere successo sui mercati.

Conviene o no un broker sostituto di imposta?

No, e non conviene su nessun livello, come speriamo di averti aiutato a capire nel corso della nostra guida. Si tratta di una comodità che finiremmo per pagare a caro prezzo, sia tramite le commissioni più elevate, sia tramite una gestione fiscale decisamente non ottimale.

Scegli un broker standard in questo senso, uno di quelli che con regime dichiarativo ti lascia sia l’onere, sia i vantaggi di gestire in proprio la questione imposte. Con un bravo commercialista finirai per risparmiare a livello fiscale, avere una gestione più intelligente e soprattutto potrai pensare davvero ai tuoi affari, evitando delle inefficienze che possono costarti una grossa parte dei profitti che conseguirai sui mercati.

I mercati finanziari non premiamo chi sceglie soluzioni comode (almeno sulla carta): meglio che ti occupi in prima persona di queste vicende, scegliendo di operare come fanno i veri professionisti. Un bravo commercialista sarà più che adeguato per aiutarti in questa specifica questione, senza affidarsi a sistemi “automatici” che finiscono per costarti davvero un occhio della testa.

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Leggi anche: broker forex regime amministrato

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