martedì, 10 Dicembre, 2019

XTB Sostituto d’imposta: Guida completa

Il trading online è un’attività di investimento, e come tale è soggetta ad una tassazione. Solitamente chi lavora deve avere una partita IVA, fare e ricevere fatture, ma nel caso dei trader siamo di fronte ad una situazione diversa.

La speculazione, anche quella online, è infatti soggetta ad imposte applicate direttamente sui guadagni del trader.

Fortunatamente i broker hanno reso sempre più facile il pagamento delle tasse: anche XTB (qui trovi il sito ufficiale), uno dei broker che raccomandiamo spesso ai nostri lettori, prevede la possibilità di semplificare l’aspetto fiscale dell’attività dei suoi clienti.

XTB non opera come sostituto d’imposta, ma ti permette di richiedere un documento ufficiale in cui vengono riportate tutte le tue operazioni ed il saldo dei tuoi investimenti.

Ti basterà dare questo documento in mano al tuo commercialista per avere risolto i problemi fiscali: se hai realizzato dei profitti, il professionista ti indicherà le imposte dovute. Se invece non hai realizzato profitti, non dovrai versare alcuna imposta.

Cliccando su questo link puoi scoprire l’esclusiva Trading Academy di XTB.

Perché è meglio evitare i broker sostituto d’imposta

Il fatto che XTB non funga da sostituto d’imposta è un bene. Se non sapessi cosa significa, possiamo rimediare subito.

Ii broker che applicano la sostituzione d’imposta operano delle ritenute direttamente sugli investimenti dei propri clienti quando le operazioni vanno a buon fine.

In questo modo il cliente vede sul suo saldo direttamente il netto ottenuto dal suo investimento, mentre il broker si occupa poi di versare a suo nome le imposte allo Stato.

Questo tipo di soluzione ha un grande limite. Le tasse sul trading, infatti, si pagano una volta l’anno in sede di dichiarazione dei redditi.

Per visitare il sito ufficiale di XTB fai clic quì.

Le leggi attuali ci consentono di depositare la nostra dichiarazione in via telematica entro il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta. Significa che le tasse da pagare per il 2020, noi le potremo andare a versare il 30 novembre 2021.

Ora, è chiaro che se al 15 giugno 2020 noi concludiamo in profitto un’operazione da 1.000 euro, ci conviene averli tutti depositati sul nostro account di trading.

In questo modo potremo utilizzarli per aprire altre posizioni, mantenere il margine degli investimenti in corso ed eventualmente anche prelevarli.

Insomma, quelle tasse rimangono nella nostra liquidità finché non dobbiamo andare a versarle all’erario.

Se invece i fondi ci vengono portati via prima del termine, non possiamo più utilizzarli nel modo che riteniamo più opportuno.

Il modello applicato da XTB risulta dunque più funzionale rispetto ai broker sostituto d’imposta, ed è uno dei tanti vantaggi offerti da questo broker.

Se non lo hai ancora provato, il nostro consiglio è quello di testare un conto demo gratuito con Metatrader 4: come ha convinto noi, siamo sicuri che possa convincere la gran parte dei trader italiani per la qualità del servizio.

Come dichiarare i redditi ottenuti su XTB

In sede di dichiarazione dei redditi, tutto quello che devi fare è accedere all’Area Clienti e scaricare i tabulati delle tue operazioni. Per massima sicurezza, puoi addirittura chiedere che sia l’assistenza ad inviarti il report su un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC).

Non è necessario, ma se vuoi essere del tutto zelante questo è il modo per farlo.

Una volta che hai ottenuto il tuo report, questo va semplicemente inviato al commercialista per la determinazione delle imposte da pagare.

Dal momento in cui XTB è un broker regolamentato in Europa e autorizzato ad operare in Italia dalla Consob, i suoi report vengono considerati assolutamente precisi dal fisco e di conseguenza non avrai problemi di sorta.

Una volta che il commercialista ti indica il totale delle imposte dovute, poi, potrai versarle all’erario e goderti un anno di trading prima che si ripresenti la necessità di fare questa procedura.

Visitando questa pagina puoi aprire una demo per fare pratica gratis ed imparare.

Quanto alla consistenza delle imposte stesse, l’aliquota applicata sui profitti è del 26%. Tecnicamente questo si chiama Capital Gain, o “guadagno in conto capitale”.

Rappresenta l’aumento del tuo capitale dovuto alle attività di investimento, e come tale va pagato soltanto se esiste un aumento del tuo capitale grazie alla tua attività su XTB. I trader che non guadagnano denaro non sono tenuti a versare alcuna imposta.

Da questo punto di vista il trading si può dire un’attività “avvantaggiata” rispetto a molte altre.

Se consideriamo gli scaglioni IRPEF in cui confluiscono i redditi delle altre attività lavorative, il 26% sembra davvero una benedizione.

Prima di continuare con la lettura dell’ultima parte della nostra guida, vorrei mostrarti questa funzionalità esclusiva del broker XTB ( idee di trading su Whatsapp ).

Non sono residente in Italia: come devo fare?

Quello che abbiamo visto fino ad ora si applica per tutti coloro che hanno la residenza in Italia.

In realtà, comunque, in quasi tutti i Paesi UE vige lo stesso discorso: si richiede il tabulato al broker, lo si invia al commercialista e poi quest’ultimo va a decretare l’importo da pagare sulla base del sistema fiscale del luogo.

Il fatto di essere cittadini italiani non ha peso: il sistema fiscale italiano decreta che a pagare le tasse qui devono essere solo le persone residenti.

Le leggi per chi non è residente all’interno dell’UE sono invece molto diverse, specialmente quando si parla di nazioni che possono essere considerate paradisi fiscali, nazioni dove XTB non è ufficialmente operativo e nazioni che non hanno accordi internazionali per evitare la doppia imposizione fiscale sui cittadini italiani residenti nel loro territorio.

In questo caso il nostro unico consiglio è quello di rivolgersi ad un fiscalista in loco, di modo che egli possa indicare la via migliore da percorrere.

Scopri di più su XTB visitando questo indirizzo.

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